Se hai avuto almeno una volta nella vita un attacco di panico saprai che lascia un segno indelebile.

Lo so che a te può apparire del tutto incomprensibile, ma per me è spaventosamente REALE.”

Il disturbo di panico appartiene alla categoria diagnostica dei Disturbi d’Ansia ed è costituito da attacchi d’ansia improvvisi, di estrema intensità, questo genere di risposte ansiose sono di volta in volta erroneamente interpretate come un segnale di patologia fisica o mentale (Andrews, 2003). Si stima che l’1.5-5% della popolazione soffra di disturbo di panico, questo significa che in Italia tra 750 mila e 2 milioni e mezzo di persone hanno sofferto o soffrono di questo disturbo che di solito si manifesta tra i 15 ed i 35 anni, in media 25 anni, anche se può esordire sia nell’infanzia che dopo i 40 anni. Le donne hanno una probabilità doppia rispetto agli uomini di esserne colpite. (Istituto di Psicopatologia, Roma)

L’attacco di panico è un episodio improvviso di intensa paura o disagio, accompagnato da sintomi fisici e mentali. Arriva “dal nulla”, spesso senza una causa apparente, e fa sentire la persona in serio pericolo, anche se in realtà non lo è. Durante un attacco si attiva il nostro sistema di allerta biologico: il respiro si fa affannoso, il battito cardiaco accelera, si prova vertigine, tremore, sudorazione, oppressione al petto, nausea o sensazione di svenimento. A tutto questo si accompagnano pensieri catastrofici, come la paura di morire, di soffocare, di impazzire o di perdere il controllo​.

Quali sono i sintomi? Cosa puoi fare?

Riassumendo, i sintomi di un attacco di panico includono:

  • Tachicardia e palpitazioni
  • Fame d’aria o nodo alla gola
  • Vertigini o sensazione di irrealtà
  • Tremori, sudorazione o brividi
  • Paura intensa di impazzire o morire

E’ importante lavorare inizialmente sulla consapevolezza che un attacco di panico, nonostante spaventi molto, non è pericoloso per la propria salute. Esistono poi strategie che è possibile utilizzare per controllarlo:

  • Respirazione lenta e diaframmatica: respirare con il diaframma aiuta a contrastare l’iperventilazione e a calmare i sintomi.
  • Rilassamento muscolare: imparare a rilassare consapevolmente i muscoli aiuta a ridurre la tensione fisica e mentale.
  • Mindfulness e grounding: spostare l’attenzione sul presente e sul corpo (ad es. sentire i piedi a terra) aiuta a interrompere i pensieri catastrofici.
  • Esercizi di esposizione graduale: affrontare le sensazioni fisiche temute (come la tachicardia) in modo controllato aiuta a ridurne l’impatto emotivo nel tempo​.

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è considerata il trattamento più efficace per il Disturbo di Panico. È un approccio strutturato, pratico e orientato ai risultati.

Il percorso di trattamento prevede:

  • Psicoeducazione: comprendere come funziona l’ansia e come si innesca il panico.
  • Autovalutazione: identificare sintomi, pensieri e comportamenti disfunzionali.
  • Lavoro sui pensieri: imparare a riconoscere e modificare le distorsioni cognitive (es. “sto impazzendo”).
  • Esposizione graduale: affrontare, passo dopo passo, situazioni, sensazioni e pensieri temuti, fino a ridurne la carica ansiogena.
  • Modifica dei comportamenti evitanti: abbandonare strategie come il controllo eccessivo, le richieste di rassicurazione o la dipendenza da persone e luoghi “sicuri”.


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